La tutela del patrimonio genetico umano fra Costituzione e diritti. Verso la formazione di un «corpus iuris» sul genoma umano
di Anna Falcone • 31/10/2012
L'avvento dell'era biotecnologica e la possibilità di intervenire direttamente sul genoma umano per modificarne i caratteri ereditari, studiarne, trattare o copiarne l'informazione genetica pongono inediti e peculiari problemi di tutela di vecchi e nuovi diritti fondamentali emergenti in relazione agli interventi di ingegneria genetica, alla decodificazione del D.N.A. e all'imposizione di brevetti sui geni umani. La tutela del patrimonio genetico umano, bene comune e individuale al tempo stesso, delle generazioni presenti e delle generazioni future, diventa, così, terreno paradigmatico per rimodulare obiettivi e strumenti del diritto - e del diritto pubblico e costituzionale in particolare - in relazione alle sfide normative del "secolo biotech" e di una società sempre più globale e sempre meno garantita nei diritti dei singoli e dell'umanità. Con il moltiplicarsi di norme di rango costituzionale, carte dei diritti e documenti internazionali in materia inizia a delinearsi un "corpus iuris" sul genoma umano a livello sia nazionale che sovranazionale. È un processo che richiede, però, maggiore implementazione e razionalizzazione giuridica fra fonti, princìpi fondamentali e diritti di ultima generazione, per centrare l'obiettivo di una tutela altrettanto "globale" ed efficace del bene più personale e, nel contempo, condiviso e intertemporale del genere umano: il suo patrimonio genetico.
| ISBN | 9788849828931 |
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| Titolo | La tutela del patrimonio genetico umano fra Costituzione e diritti. Verso la formazione di un «corpus iuris» sul genoma umano |
| Autori | Anna Falcone |
| Editore | Rubbettino |
| Edizione anno | 2012 |
| Edizione mese | 10 |
| Edizione giorno | 31 |
| Lingua | it |
| Misure | 17x24 |
| Pagine | 219 |
| Peso | 0 kg |