Il penalista e il suo spartito. L’imprescindibilità del segno nel diritto penale
di Rosa Palavera • 3/5/2018
Negli ultimi decenni, tra modelli informatici e coloriture medievaliste, il modo di descrivere e di progettare il diritto è profondamente mutato. Molte garanzie ascritte alla modernità sono dichiarate obsolete, con crescente frequenza e con sfumature espressive che variano dal linguaggio metaforico all’aperta iconoclastia, a vantaggio di un sistema giuridico atopico e fluidificato. La materia penale, i cui argini sono lungi dal conservarsi immuni da fenomeni di progressivo sgretolamento, mostra piuttosto una tendenza ad allargare il proprio campo di azione e a flessibilizzare le proprie risposte in forza di istanze casistiche e sempre meno ponderate. Un approccio sostanzialmente indifferente, anche sul piano legislativo, all’esigenza di una politica criminale coerente ed efficace. È tempo, quindi, di rileggere con aggiornata sensibilità il ruolo della disposizione di legge e dei principi che ne presidiano la formazione, entro la cornice del paradigma reticolare contemporaneo: corroborando e rivivificando, proprio per tale via, la centralità del testo normativo. Con la consapevolezza che ogni diluizione, allontanamento o rinuncia che lo abbia per oggetto implica un’involuzione disfunzionale del diritto e della sua dimensione di progetto per l’uomo.
| ISBN | 9788846751553 |
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| Titolo | Il penalista e il suo spartito. L’imprescindibilità del segno nel diritto penale |
| Autori | Rosa Palavera |
| Editore | Edizioni ETS |
| Edizione anno | 2018 |
| Edizione mese | 5 |
| Edizione giorno | 3 |
| Lingua | it |
| Misure | 17,5x24,5x2 |
| Pagine | 240 |
| Peso | 0.5 kg |