Civiliter vel naturaliter possidere
di Giacomo D'Angelo • 3/3/2022
Avventurarsi per i meandri del possesso romano è come andare alla ricerca di una creatura ineffabile, che muta di continuo le sue forme. Vuoi definire in generale il possesso come un potere di fatto sulla cosa, e perdi così di vista la distinzione – nettissima per i classici – fra il possesso in senso tecnico e la semplice detenzione. Vuoi distinguere il possesso da quest’ultima imperniandolo sull’animus domini, e ti scontri con i possessi c.d. anomali (i possessi del precarista, del creditore pignoratizio e del sequestratario). Vuoi rinunciare a una nozione unitaria della possessio per fare capo alle possessiones, 3 e ti ritrovi in una selva in cui, per non smarrirti, devi tornare al punto di partenza: devi far capo di nuovo al possesso come potere di fatto sulla cosa, cioè come detenzione.
| ISBN | 9788892142756 |
|---|---|
| Titolo | Civiliter vel naturaliter possidere |
| Autori | Giacomo D'Angelo |
| Editore | Giappichelli |
| Edizione anno | 2022 |
| Edizione mese | 3 |
| Edizione giorno | 3 |
| Lingua | it |
| Misure | 17x24 |
| Pagine | 320 |
| Peso | 0 kg |