Jus quia justum. Lezioni di filosofia del diritto e della religione
di Francesco D'Agostino • 1/2/2012
Di quale religione ha bisogno il diritto? E di quanta religione? Alla seconda domanda non è difficile rispondere: ne ha bisogno quanto basta. Gli spiriti più profondamente religiosi hanno sempre percepito quanto sia rischioso il fanatismo, che contrariamente alle apparenze non è segno di rispetto verso Dio, ma indebita esaltazione narcisistica dell'io. Di quale religione il diritto abbia bisogno è invece ben più difficile dire: questo libro, in un certo senso, vuole essere esso stesso una risposta a questa difficilissima questione. E indubbio che non dobbiamo cedere alle tentazioni di un ecumenismo melenso o di uno sterile sincretismo: le religioni sono ben diverse tra loro, anche se non di per sé conflittuali. Il cristianesimo ha sempre rivendicato una spiccata diversità rispetto a tutti gli altri credi, ma nello stesso tempo ha sempre insistito che esso non postula l'esistenza di un diritto rivelato, al quale si debba un ossequio cieco e aprioristico. Ciò che, per il cristianesimo, Dio rivela all'uomo non è un elenco di norme, ma è essenzialmente se stesso. Attraverso questa rivelazione per l'uomo la speranza (e per il giurista la speranza che giustizia sia fatta) diviene l'unico autentico motore del sociale, del politico e più in generale della storia.
| ISBN | 9788834827024 |
|---|---|
| Titolo | Jus quia justum. Lezioni di filosofia del diritto e della religione |
| Autori | Francesco D'Agostino |
| Editore | Giappichelli |
| Edizione anno | 2012 |
| Edizione mese | 2 |
| Edizione giorno | 1 |
| Lingua | it |
| Pagine | XV-161 |
| Peso | 0 kg |